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lunedì 11 agosto 2014

Grasso al teflon vs grasso al litio [officina PZZ]


In campo ciclistico esistono vari tipi di grasso che vengono usati in base alle loro caratteristiche.
In particolare due sono quelli di uso più frequente: il grasso al teflon e il grasso al litio.



Per capire quale usare per ciascun componente della bici, bisogna capire che differenza c'è tra i due tipi di grasso.


Per comodità analizziamo le caratteristiche con una tabella comparativa.



 grasso al teflon

grasso al litio  

 aspetto esteriore

 in genere si presente di colore bianco, marrone o rosso, ma in tutti i casi un po' trasparente

 ha un colore bianco non trasparente

 comportamento con l'acqua e l'umidità

  ha caratteristiche igroscopiche (assorbe l'acqua e l'umidità)

 ha caratteristiche idrorepellenti (è usato per esempio in campo nautico) per cui respinge l'acqua e perciò e' ottimo per sigillare e per prevenire le ossidazioni interne di molte componenti (per esempio la serie sterzo)

 scorrevolezza

 elevata scorrevolezza

 discreta scorrevolezza



Appare perciò evidente che utilizzare uno o l'altro dei due grassi comporta conseguenze diverse.

Tuttavia non sarei neppure troppo estremista. Secondo me, per talune componenti della bici utilizzare uno o l'altro tipo di grasso, non comporta grosse controindicazioni.


Riassumendo per alcuni delle principali componenti della bici:
Componente
 Quale grasso usare?
 mozzi
 Teflon 
 movimento centrale
 Teflon o Litio
 serie sterzo
 Teflon o Litio
 filetto delle calotte movimento centrale/scatola telaio
 Litio
 pedali
 Teflon 
 pulegge cambio posteriore
 Teflon 
 comandi cambio rotanti (Sram)
 Teflon 
 accoppiamento pedivelle/movimento centrale
 Litio
 accoppiamento cassetta pignoni/mozzo posteriore
 Litio
 leve freno tipo V-brake
 Teflon 
 corpi freno V-brake
 Teflon 
 accoppiamento corone/pedivelle guarnitura
 Litio


Quindi buon ingrassaggio!

5 commenti:

  1. io suggerirei pasta di rame per il filetto delle calotte e teflon con sopra grasso blu idrorepellente da nautica per il resto

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    1. Ciao, la tua osservazione è corretta, anche se nel mio post mi interessava affrontare solo la differenza tra i 2 grassi più usati in assoluto, e cioè quello al litio e quello al teflon. Naturalmente poi ne esistono molti altri tipi gi grasso.
      La "pasta di rame", che per chi non la conoscesse ha un colore marrone scuro metallizzato, ha caratteristiche paragonabili al litio: di fatto è un ottimo anti-grippaggio e un ottimo sigillante. 
      Grazie per il tuo contributo Federico. 

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  2. Io ho due barattoli di grasso al LITIO e il colore del grasso, in entrambi, è marrone trasparente. Lo uso per filettature varie della bici).
    Leggo, invece, nel post, che il grasso al litio è sempre di colore bianco, non trasparente: come mai? Grazie.

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    1. ciao Michele,
      in effetti nella tabella non è forse ben chiaro, ma la mia indicazione sull'aspetto esteriore è quella di massima, nella maggior parte dei casi, poi qualche altra variante può starci.
      Il grasso al litio è usato moltissimo in campo nautico, grazie alla sua resistenza al dilavamento dell'acqua; viene anche chiamato "grasso nautico". Lo dico per esperienza l'ho sempre visto per lo più di colore bianco.
      Ciò non toglie possano esserci altre varianti.
      L'importante però, al di là dell'aspetto esteriore, è farne un uso corretto.

      Mi permetto solo un consiglio.
      Usare il grasso per le filettature ha dei limiti.
      Sicuramente il grasso al litio è il più indicato e proteggere le filettature da ossidazioni e da possibili grippaggi.
      Tuttavia a mio avviso per talune viti particolarmente sollecitate (per esempio quelle dell'attacco manubrio, il reggisella, portaborraccia...), mi è capitato in passato che si siano allentate, usando solo il grasso come sigillante.
      Perciò consiglio piuttosto di usare per queste viti una goccia di frenafiletto (medio). Quest'ultimo ha ovviamente come caratteristica principale quella di bloccare la vite, ma anche la particolarità di sigillare la zona della filettatura, in modo da prevenire future ossidazioni. E vi assicuro che in 20 anni di esperienza non mi è mai capitato di trovare nemmeno una vite, trattata con il frenafiletto, ossidata o che si sia grippata nello smontaggio.

      Un cordiale saluto e grazie per il tuo contributo Michele.

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    2. Gentilissimo Orio, grazie infinite per la sollecita ed esaustiva risposta. Seguirò il tuo consiglio circa l'uso del frenafiletto ( di cui non conoscevo l'esistenza ) per le viti dell'attacco manubrio e per quelle del reggisella sulle quali intervengo di tanto in tanto per varie regolazioni. Grazie ancora. Cordiali saluti.Michele.

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