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giovedì 17 novembre 2016

Forcella RC35 MXCD [classic]

Recentemente sono venuto in possesso di una bellissima forcella PACE.
Personalmente le forcelle PACE non le ho mai provate, per cui mi astengo da giudizi, ma data la mia passione per la meccanica non ho perso l'occasione per aprirla e per rimetterla a nuovo.

Le forcelle di questa marca inglese risalgono a metà degli anni '90.
Ne vennero prodotte svariati modelli nel corso di vari anni (trovate  un breve riassunto qui).
Non erano certo forcelle tra le più diffuse, ma gli estimatori non mancavano.

La prima cosa che subito colpisce sono certamente le superbe lavorazioni CNC, molto in voga all'epoca, ma che in questo caso arrivano a livelli eccelsi.
Ma la cosa non finiva qui perché lo sguardo subito dopo cadeva sui bellissimi foderi a sezione variabile in carbonio.

Il modello è l' RC 35 MXCD, anno di produzione 1995.


Molto brevemente la scheda tecnica:
  • testa monoblocco in AL 6082 T-6;
  • tubo sterzo in acciaio Cr-Mo (smontabile) 1" 1/8;
  • steli in acciaio Cr-Mo 4130 a sezione costante;
  • foderi in carbonio;
  • viteria in titanio;
  • elemento elastico in elastomeri microcellulari;
  • escursione 60 mm;
  • peso reale 1.447 gr.;
  • erano previsti tre tipi di elastomeri: gialli per la versione soft; color panna per la media; blu per la versione hard.

Faccio subito una precisazione.
La forcella in questione originalmente prevedeva degli elastomeri circa 7 pezzi separati da 6 piattelli per ciascuna gamba.
Avendo avuto problemi nel reperire gli elastomeri sopra, ho optato per 2 pezzi per gamba; che tra l'altro sono leggermente di diametro maggiore. Ma vi assicuro che trovare elastomeri al giorno d'oggi è un'impresa.
Gli elastomeri erano l'elemento elastico per eccellenza nel corso di quasi tutti gli anni '90.
Avevano una serie di innegabili vantaggi: rendevano facile la progettazione per gli ingegneri, il peso era ridotto, richiedevano pochissima manutenzione, possedevano un certo freno nel ritorno, erano presenti svariate durezze in modo da personalizzare al massimo la durezza.
Per contro però gli svantaggi non erano certo trascurabili: d'inverno e col freddo si indurivano fin quasi a bloccarsi e poi col tempo e con l'uso si distruggevano polverizzandosi.
Poi alla fine sul finire degli anni '90 si affermarono i due sistemi che poi dominarono il mercato fino al giorno d'oggi: il sistema aria/olio per il cross country e il sistema molla/olio per tutte le altre mountain bike.


Come si vede sopra gli elastomeri sono infilzati in uno spiedino (uno per ogni gamba) ed in fondo sono bloccati da un piattello avvitato.
Una volta reinseriti gli steli nei foderi, il piattello sporgerà in fondo (vicino ai piedini della forcella) e lì verrà bloccato con un seeger.
Da notare il piccolo elastomero color bordeaux che serve come fondo corsa in estensione.


Ovviamente essendo gli elementi elastici contenuti nei foderi, gli steli qui sopra risultano su questo modello totalmente vuoti. I due tappi servono solo da copertura.

Bellissimi i due archetti lavorati pure CNC e gli immancabili supporti per i freni cantilever o V-brake.
Unica mia personalizzazione è l'aver girato in avanti i perni. Di serie i perni dei freni sono invece rivolti all'indietro.


Un'altra particolarità di questa forcella consiste nel fatto che all'interno dei foderi non ci sono le due classiche boccole per gamba come per praticamente tutte le forcelle.
Qui i foderi internamente sono a sezione costante e fanno da guida agli steli.
In fondo ad ogni fodero esiste poi un forellino per il passaggio dell'aria durante il movimento.

Ma ecco la parte che forse preferisco. La testa! E' un capolavoro finemente lavorato CNC, alcune lavorazioni non si capiscono dalle foto! Ve lo assicuro, andrebbe vista dal vivo!
Oltre all'abbondante scavo interno da segnalare la raffinatissima anodizzazione grigio scuro che ricopre la superficie.



Altra particolarità, oggi ormai scomparsa, è quella di poter sostituire gli steli ed il tubo sterzo.


Ed il peso finale: 1.447 gr. pronta all'uso!
Non un peso da primato per l'epoca, alcune concorrenti come la Manitou e la 3G, facevano meglio, ma qui prevaleva la solidità globale.
In conclusione un'ottima forcella direi vista da dentro e che non vedo l'ora di provare.




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